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Sassoferrato
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mwhgSassoferrato è un mwhwcomune italiano di mwia6 776 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Ancona nelle mwjgMarche.
Contents
• Storia
• Società
• Cultura
• Musei
• Frazioni
• Sport
• Calcio
• Note
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Geografia fisica
Il territorio comunale, piuttosto vasto (135mwlg km²), è posto nel versante orientale dell'mwlwAppennino, con altimetria che va da poco meno di mwma300 m s.l.m. fino ai mwmq1 276 m s.l.m. della cima del mwmgMonte Strega; il centro abitato è posto su due livelli, il rione Borgo a circa mwmw310 m s.l.m. ed il rione Castello a circa mwna400 m s.l.m. Il grosso dell'estensione comunale è racchiuso in una vallata in cui scorrono tre torrenti: il Sanguerone proveniente da nord, il mwnqSentino da ovest e la Marena da sud, che si riuniscono all'interno del centro abitato, a pochi metri l'uno dall'altro; i torrenti una volta riuniti con il fiume Sentino, proseguono verso est fino a confluire nell'mwngEsino in prossimità di mwnwSan Vittore delle Chiuse dopo aver attraversato le gole di mwoaFrasassi. I dintorni del paese sono costellati da alte colline che occupano l'orizzonte verso nord e verso est mentre a sud e ad ovest ci sono i monti dell'Appennino umbro-marchigiano centrale: il monte di Nebbiano (790mwoq m) a sud-est, il mwogmonte Cucco (1566mwow m) a sud, il mwpamonte Strega (1276mwpq m) ad ovest, il mwpgmonte Catria (1701mwpw m) a nord-ovest.
Storia
A Sentino (mwqwSentinum) nel mese di luglio del mwra295 a.C. avvenne lo scontro decisivo (la mwrqBattaglia delle Nazioni) della mwrgterza guerra sannitica tra gli eserciti della mwrwRepubblica romana, guidati dai consoli mwsaQuinto Fabio Massimo Rulliano e mwsqPublio Decio Mure, che vi perse la vita dopo aver celebrato il rito della "mwsgDevotio", e quelli della coalizione italica (mwswSanniti, mwtaGalli, mwtqEtruschi ed mwtgUmbri) comandati dal generale sannita mwtwGellio Egnazio, che furono sconfitti; la battaglia fu una delle più cruente e decisive che mwuaRoma dovette combattere per affermare la sua supremazia sull'mwuqItalia.
Dopo circa 850 anni, nel luglio del mwuw552 d.C., durante la mwvaGuerra Gotica, un'altra epica mwvqbattaglia fu combattuta alcuni chilometri a nord di mwvgSentinum, alle falde del Monte Strega, quella tra i mwvwBizantini del generale mwwaNarsete, inviato dall'Imperatore mwwqGiustiniano I a riconquistare l'Italia, e i mwwgGoti di mwwwTotila, che vi rimase ferito gravementecite-ref-4[4] per poi morire fuggitivo in Umbria. I contadini della zona, durante l'aratura dei campi, hanno spesso rinvenuto reperti e manufatti riferibili alla battaglia (armi, finimenti di cavallo, pezzi di armature, ecc..).
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Collegiata di San Pietro
Sono ignote le origini della Chiesa di San Pietro, ma è da supporsi che sia sorta col primitivo mwaacastello feudale (mwaq1245-mwag1275) e si suppone fosse in stile tardo-mwawromanico o mwbaromano-mwbqgotico. Acquistò grande importanza a partire dal mwbg1580 quando, l'allora mwbwvescovo di Nocera, mwcaMannelli, diede alla mwcqparrocchia di mwcgSan Pietro il titolo di mwcwcollegiata nella quale operavano un arciprete e undici canonici. Nonostante gli speroni fatti nel mwda1555, il tempio rovinò nel mwdq1688, ma nel mwdg1717 fu ricostruito e notevolmente ampliato così com'è conservato tuttora. La facciata a capanna è preceduta da un'ampia gradinata. All'interno è a navata unica, coperta da capriate in legno, illuminata, oltre che dal rosone da aperture sul lato destro. A conclusione della navata, l'abside semicircolare scandito dai costoloni della calotta di copertura. Fra questi si aprono tre monofore strombate verso l'interno che donano grande luminosità a tutto lo spazio. Ai lati dell'abside, nella navata centrale, si aprono due cappelle laterali che trasformano la pianta della chiesa a croce latina. La chiesa oltre ad essere proprietaria di due Madonne del Salvi, custodite dalla mwdwmonache di Santa Chiara, possiede mweamweqFuga in Egitto di mwegGiovanni Contarini,mwew Consegna delle Chiavi a San Pietro, tavola di mwfaPietro Paolo Agabiti, e mwfqMadonna col bambino, S. Caterina e S. Giuseppe attribuito allo stesso. Nell'ultima cappella Il battesimo, scultura dell'Agabiti ed inoltre tele del Ridolfi. Unito alla chiesa il palazzo vescovile, edificato nel mwfg1530, poi fatto ampliare da Mannelli nel mwfw1551.cite-ref-5[5] Nell'anno 2000 durante il restauro del palazzo vescovile e all'interno dello stesso venne scoperta una cella di punizione per religiosi e seminaristi del '600/'700 molto originale.
Chiesa di San Francesco
La chiesa è una costruzione del mwig1240 di stile tardo-mwiwromanico o mwjaromano-mwjqgoticocite-ref-6[6]. Si vuole che l'edificazione della chiesa sia avvenuta nello stesso luogo dove predicò il mwkgsanto di Assisi. La costruzione è in mwkwconci bianchi e la semplice facciata mostra un portale mwlaogivale. L'interno ad una navata, con altari laterali tardo cinquecenteschi e secenteschi, è concluso da un presbiterio con abside gotica. Tra varie opere d'arte, alla fine della navata a destra è una tela di mwlqErcole Ramazzani con l'mwlgAllegoria del cordone di San Francesco, del 1589. Di fronte è un'altra tela di mwlwGiovanni Francesco Guerrieri raffigurante la mwmaCirconcisione, commissionata dalla Confraternita del Sacramento ed eseguita tra 1614 e 1615, in cui è evidente la vicinanza con le opere fabrianesi di mwmqGentileschi.cite-ref-7[7] Nell'mwngabside resti di mwnwaffreschi di mwoascuola fabrianese del '300 e '400. La chiesa conserva una delle più alte espressioni della pittura riminese del trecento nelle mwoqMarche, la mwogCroce dipinta raffigurante, oltre alla venerata immagine di mwowCristo, quella a mezzo busto dell'Eterno, della mwpaVergine e del mwpqBattista, che ornano gli specchi polilobati della mwpgcimasa e dei bracci laterali.cite-ref-8[8]
Chiesa di Santa Chiara
Nella chiesa annessa al duecentesco mwrqconvento di mwrgSanta Chiara è inglobato il mwrwsantuario, ancora oggi occupato dalle mwsaclarisse. La devozione delle mwsqmonache alla mwsgVergine nacque contemporaneamente al convento, tanto esse veneravano un dipinto di Madonna con Bambino appeso in una loggia interna del monastero. Nel mwsw1739 suor Chiara Maria si accorse con stupore che l'olio della mwtalampada messo il giorno precedente davanti all'immagine della Vergine non si era consumato; oltre a ciò la Vergine le apparve e chiese la costruzione di una mwtqcappella in cui il popolo potesse andare a pregarla. Nacque così il santuario. Il monastero conserva un mwtgmanoscritto della metà del '700 e opere pittoriche di: mwtwG.B. Salvi, Antonio da mwuaPesaro, Ugolini da mwuqPergola, Ezio Bartocci, Giovanni Francesco Ferri.cite-ref-9[9]
Chiesa di Santa Maria della Pace
La prima menzione di questa chiesa e del convento dei mwwaMinori Osservanti ad essa adiacente è del 1507. In realtà i lavori di costruzione della chiesa iniziarono nel 1512 e si conclusero sei anni dopo. Benefattori della chiesa furono i Fornaciari di Catozzi e i mwwqconti di Genga. L'intero complesso conventuale è stato ampliato nel corso degli anni e l'attuale configurazione architettonica della chiesa risale al Settecento, per opera del conte Roberto (deceduto nel 1763), che la fece ristrutturare completamente.cite-ref-10[10] Un significativo ampliamento fu eseguito tra la fine degli anni '50 e l'inizio del '60 del secolo scorso con la realizzazione di un grande padiglione destinato ad ospitare il mwxgcollegio. Nel mwxwchiostro figurano affreschi realizzati alla fine del Cinquecento da Tarquinio Salvi, padre di mwyqGiovan Battista, e dal fratello Francesco raffiguranti mwywstorie della vita di San Francesco.cite-ref-11[11]
Abbazia di Santa Croce
L'abbazia di S. Croce dei Conti a Sassoferrato, sorge sul versante opposto dell'abitato di Sassoferrato, vicino alla confluenza dei mw1gtorrenti Sanguerone e Marena nel fiume Sentino. La Chiesa, inglobata all'interno del complesso mw1wabbaziale, è stata recentemente restituita da interventi che hanno riguardato sia il consolidamento statico e la struttura architettonica, sia i restauri degli elementi lapidei (mw2acapitelli, mw2qparaste) e delle decorazioni parietali. Degli affreschi, restaurati nel 2003, che nel '300 dovevano ricoprire pareti, mw2gabsidi e perfino mw2wpilastri, si notano ora su mw3acolonne, quelli di mw3qsanta Caterina sulla ruota e del beato mw3gAlberto e sempre dello stesso periodo si possono vedere quelli dell'abside del lato sinistro della chiesa che raffigurano episodi della vita di mw3wTommaso apostolo, insieme alla Madonna, al crocifisso e al beato mw4aAlberto.cite-ref-12[12] L'abbazia di Santa Croce è stata costruita con materiali provenienti dalla vicina città di mw5qSentinum e presenta una particolarità: il suo nucleo originario è stato inglobato in una costruzione esterna. Si possono ancora vedere alcune parti delle mura esterne del primo nucleo della chiesa.
Chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano
La chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano prende questo nome dal ponte romano sul fiume Marena detto appunto ponte del Piano, vicino al quale si trovava. All'epoca della costruzione, mw7a1389, infatti, dovevano ancora essere visibili i ruderi romani. Costruita dai mw7qfrati agostiniani nelle dimensioni di una vasta cappella, subì continue modifiche negli anni successivi, fino ai primi del Seicento. Di questa originaria cappella rimane solo la parte absidale che infatti differisce nello stile dal resto della costruzione. Nel mw7g1492 fu costruita la sagrestia e circa un secolo dopo il mw7wcampanile di cui la chiesa era sprovvista. La facciata, di mw8astile barocco, fu costruita da Vittorio Merolli (mw8q1618). Nel mw8g1822 l'occuparono i mw8wsilvestrini, che nel mw9a1842 vi portarono il corpo del mw9qbeato Ugo, protettore di Sassoferrato, col mw9gsarcofago del mw9w1698.cite-ref-13[13]
Tracce templari
All'interno di diversi luoghi sacri sono state trovate delle tracce del passaggio dei mwaqiCavalieri Templari, tra cui l'abbazia di Santa Croce in cui si trovano molte croci patenti (da colui che ha patito per la salvezza dell'umanità) che lasciano presagire il passaggio dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis (Templari). Inoltre altre tracce del loro passaggio si trovano all'interno del castello nei pressi del monastero di Santa Chiara, nella chiesa di San Michele Arcangelo (nei pressi della Rocca di Albornoz) e nella chiesetta di Santa Lucia, presso gli scavi dell'antica città Romana di Sentinum.
Chiese rurali
Una chiesetta millenaria (appartenuta all'augusta mwaqkabbazia di Nonantola), nella quale si possono ravvisare una rara mwaqosinopia e qualche misterioso segno esoterico, è quella di San Pietro de Giglionis (le Ginestrelle), nei pressi del borgo rurale di Capoggi.
In San Lorenzino di Colle Alto, antichissimo cenobio (il rettore aveva il titolo di abate) ormai incustodito e lasciato alla rovina, confermato all'mwaqwabbazia di Fonte Avellana dai pontefici mwaq0Innocenzo II (nel 1139), mwaq4Gregorio VIII (nel 1187), mwaq8Innocenzo III (nel 1214) e mwaraOnorio III (nel 1218), si possono ancora contemplare un affresco (pala d'altare dipinta su muro) e delle rarissime travi lignee a "falsa capriata"; è situato non lontano dalla frazione Camarano, lungo la strada comunale che conduce a Caudino di Arcevia. Sancti Laurentij de Collis Alti e mwareSancti Petri de Giglionis (nell'antica mwarimwarmCurtis Accilionis) sono tra le chiese, nella mwarqdiocesi vastissima di Nocera Umbra, che hanno pagato la mwarudecima papale nell'anno mwary1333.cite-ref-14[14]
Architetture civili
Palazzo dei Priori
Costruito nel 1355 quando Sassoferrato iniziava ad amministrarsi in forma comunale, fu ultimato intorno al 1500. Il palazzo ospita la sala consiliare del municipio, ad esso contiguo. Ospita il Museo civico archeologico e la Raccolta perottiana.cite-ref-15[15]
Palazzo comunale
Situato nella parte alta e più antica della città, il castello, è ricavato da un complesso di edifici costruiti o acquistati dal comune in epoche diverse. Unito al palazzo dei Priori (secolo XIV), l’edificio, più o meno così come è visibile oggi, può farsi risalire, visti i continui rimaneggiamenti, ai secoli XVIII-XIX. Il loggiato annesso è stato edificato nel 1842.cite-ref-16[16]
Palazzo Oliva
Fatto costruire dal cardinale mwatiAlessandro Oliva nel XV secolo. Al suo interno si trova la biblioteca pubblica, la Civica Raccolta d'Arte e la raccolta "Incisori Marchigiani".cite-ref-17[17]
Palazzo Montanari
Il nucleo dell’attuale edificio ha origine intorno all’anno mille come fortilizio. Intorno al 1245 fu ampliato ed adibito a monastero per le suore benedettine con la denominazione di santa Margherita in Paravento. Nel 1845, per testamento di D. Angelo Montanari, fu trasformato in orfanotrofio, essendo vuoto il monastero per la soppressione napoleonica del 1810. All'interno si trova il Museo delle arti e tradizioni popolari.cite-ref-18[18]
Palazzo Merolli (degli Scalzi)
Prende il nome dal mecenate costruttore del complesso, l’archiatra pontificio Vittorio Merolli di Sassoferrato. Ubicato nel cuore della parte bassa della città, il rione Borgo, il seicentesco complesso costituisce un esemplare unico in città di edificio tardo-rinascimentale, sorto su preesistenze medievali. All’interno del grande complesso storico-monumentale la chiesa di Santa Teresa d’Avila, in stile neoclassico, appartenente alla parrocchia di San Facondino. Al suo interno è visibile la Galleria d’arte contemporanea Mam’s.cite-ref-19[19]
Rocca di Albornoz
Massiccia costruzione militare risalente al XIV secolo, rappresenta il simbolo della città, sia per la sua imponente collocazione in posizione dominante, sia per la sua storia. È stata fatta erigere nel 1365 per ordine del cardinale mwauuEgidio Albornoz, legato papale, con il denaro ricavato dalla vendita dei beni confiscati alla famiglia degli Atti di Sassoferrato. Restaurata in diverse epoche, la rocca costituiva un bastione difensivo di grande importanza per tutta la zona. Grazie agli ultimi restauri si notano ancora i resti imponenti. Nel ripulire l’interno, durante uno degli interventi di recupero, furono rinvenute ceramiche di produzione locale di fine secolo XVI e resti di artiglieria.cite-ref-20[20]
Siti archeologici
Nel territorio di Sassoferrato si trova l'antica città romana di mwavamwaveSentinum (italianizzato in Sentino) luogo della mwavicelebre Battaglia delle Nazioni (295 a.C.).
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Biblioteche
• Biblioteca comunale di Sassoferrato, collocata in un piano all'interno di Palazzo Oliva.
Musei
• La Civica Raccolta d'arte, situata in piazza Matteotti all'interno di palazzo Oliva,cite-ref-22[22] ospita tra le altre opere una delle più importanti icone raffiguranti San Demetrio, conosciuto anche come mwawuDemetrio di Tessalonica, realizzata alla fine del XIV secolo è caratterizzata dalle ridotte dimensioni e dalla tecnica di realizzazione. Inoltre la Civica raccolta comprende oltre quattrocento grafiche (tra cui diciassette disegni), realizzate da duecentodieci artisti artisti marchigiani. Prestigiosi i nomi degli autori delle opere in mostra, a partire dagli artisti dei secoli XVI, XVII, XVIII e XIX, quali mwawyFederico Barocci, Luca Ciamberlano, Domenico Peruzzini, mwawgSimone Cantarini, mwawkGiuseppe Diamantini, mwawoCarlo Maratta, Paolo Fidanza.cite-ref-23[23]
• Il Museo civico archeologico di Sassoferrato, che ha sede nell' antico Palazzo dei Priori sempre in piazza Matteotti, conserva i reperti provenienti dal sito archeologico di Sentinum.
• Galleria d’arte contemporanea Mam’s ubicata all'interno di Palazzo degli Scalzi nel Borgo nuovo di Sassoferrato. Inaugurata nell'aprile del 2014 è allestita nelle sale di Palazzo degli Scalzi, seicentesco edificio situato in Piazza Gramsci. La galleria raccoglie seicentottanta delle circa quattromila opere appartenenti al Comune. L’intera collezione è frutto delle acquisizioni avvenute nel corso degli oltre sessant’anni di storia della Rassegna Internazionale d’Arte/Premio “G.B. Salvi”, uno dei più prestigiosi eventi nazionali dedicati alle arti visive, intitolato al pittore del ‘600, mwaxiGiovan Battista Salvi, universalmente noto come "Il Sassoferrato".cite-ref-24[24]
• mwaxgMuseo della miniera di zolfo di Cabernardi è ubicato nella frazione di Cabernardi nell'edificio dell'ex scuola.
Geografia antropica
Urbanistica
Il centro abitato è diviso in due rioni: il Borgo e il Castello, nati in epoca medioevale dopo la scomparsa della città romana di mwaxwmwax0Sentinum, le cui rovine sono ancora visibili a sud dell'abitato lungo la strada verso mwax4Fabriano/mwax8Scheggia; il rione Castello è visibilmente più antico del Borgo e rappresenta il nucleo primigenio dell'insediamento alto-medioevale in cui si rifugiarono gli abitanti della zona per sfuggire alle incursioni delle tante genti che in quei periodi scorrazzavano per la penisola; è posto infatti su un'altura (390 mwayam s.l.m.) che domina la valle sottostante. Le numerose frazioni sono sparse un po' in tutto il territorio comunale che, verso ovest, sale lungo le pendici del mwayeMonte Strega fino alla frazione mwayiMontelago a circa 750 m s.l.m. nel versante rivolto verso l'mwaymUmbria.
Frazioni
Aia Cupa, Amandole, Aspro, Baruccio, Borgo di Castiglioni, Borgo Sassoferrato, Breccia di Venatura, Caiezzi, Cabernardi, Ca' Boccolino, Camarano, Camazzocchi, Camuffolino, Canderico, Cantarino, Caparucci, Capoggi, Casalvento, Case Aia, Castagna, Castagna Bassa, Castiglioni, Catobagli, Coccore, Colcanino, Coldapi, Coldellanoce, Colle, Colle di Murazzano, Colmaiore, Cupano, Doglio, Faggeto, Felcine, Felcioni, Fondiglie di Liceto, Frassineta, Gaville, Giontarello, La Frasca, Liceto, Mandole, mwayoMontelago, Monterosso, Monterosso Stazione, Morello, Murazzano, Pantana, mwaysPerticano, Piagge, mwaywPiaggiasecca, Piano di Frassineta, Piano di Murazzano, Radicosa, Regedano, Rondinella, Rotondo, San Egidio, San Felice, San Giovanni, San Paolo, San Ugo, Sassoferrato Castello, Schioppetto, Scorzano, Sementana, Seriole, Serra San Facondino, Stavellina, Torre di Murazzano, Valdolmo, Valitosa, Venatura
Piaggiasecca
All'estremità sud-occidentale del territorio comunale di Sassoferrato, confinante con la frazione di Rucce, è situata la frazione di Piaggiasecca. Già meta di escursionisti fin dagli mwazmanni Trenta,cite-ref-25[25] la frazione è luogo di passaggio obbligato per gli escursionisti del mwazgMonte Cucco (situato in territorio di mwazkCostacciaro, Umbria) attraverso il Passo Porraia, dal quale si accede anche alla Valle delle Prigioni e alla Forra di Rio Freddo. In bici è possibile percorrere agevolmente il sentiero che porta a Val di Ranco.
Infrastrutture e trasporti
I principali collegamenti stradali si diramano approssimativamente nelle quattro direzioni cardinali: la strada provinciale SP 16 verso mwazwPergola e mwaz0Fabriano (direzione nord-sud), la strada regionale SR 360 (mwaz4Strada statale 360 Arceviese) verso mwaz8Scheggia e mwaaaArcevia (direzione ovest-est) con diramazione verso mwaaeGenga-mwaaiAncona SP 22, a pochi chilometri dal paese. Un'altra strada provinciale è la SP 48 che porta a mwaamMontelago.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º agosto 1985 | 8 luglio 1990 | Luigi Rinaldi | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 26 ] |
| 9 luglio 1990 | 23 aprile 1995 | Luigi Rinaldi | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 26 ] |
| 24 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Antonio Righi | Centro-sinistra | Sindaco | [ 26 ] |
| 14 giugno 1999 | 12 giugno 2004 | Luigi Rinaldi | Lista civica | Sindaco | [ 26 ] |
| 13 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Luigi Rinaldi | Lista civica | Sindaco | [ 26 ] |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Ugo Pesciarelli | Lista civica | Sindaco | [ 26 ] |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Ugo Pesciarelli | Amministriamo insieme | Sindaco | [ 26 ] |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Maurizio Greci | Lista civica | Sindaco | [ 26 ] |
| 10 giugno 2024 | in carica | Maurizio Greci | Uniti verso il futuro | Sindaco | [ 26 ] |
Gemellaggi
Sport
Calcio
A Sassoferrato sono presenti due squadre di calcio: l'mwaduA.S.D. Sassoferrato Genga, unita sportivamente al comune di Genga, che nella stagione 2025-2026 si occupa unicamente del settore giovanilecite-ref-28[28], e il mwadoReal Sassoferrato, fondato nel 2016, che ha ottenuto nella stagione 2024-2025 la prima storica promozione in Seconda Categoria, campionato che disputa nella stagione successiva.cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaesmwaewmwae0Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwae4demo.istat.it, mwae8ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwafmmwafqmwafuClassificazione sismica (mwafymwafcXLS), su mwafgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwafwmwaf0mwaf4Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaf8mwagaPDF), in mwageciterefmwagiLeggemwagm mwagq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaguAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwagy 151. mwagcURL consultato il 25 aprile 2012 mwagg(archiviato dall'mwagkurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-55. ↑ mwahemwahimwahmCollegiata di San Pietro, su mwahqsassoferratocultura.it, Sassoferrato Cultura. mwahuURL consultato il 4 maggio 2018.
cite-note-66. ↑ .mwahkI Luoghi del Silenzio - Chiesa di San Francesco – Sassoferrato (AN)
cite-note-77. ↑ L. Carloni, mwah0Il giovane Guerrieri tra Sassoferrato, Fabriano e Roma. Alcuni inediti, in mwah4Giovan Francesco Guerrieri. Un pittore del Seicento tra Roma e le Marche, a cura di M. Cellini - C. Pizzorusso, catalogo di mostra, Venezia 1997, pp. 19-27.
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Voci correlate
• mwaw4Montelago
• mwaxgCurtis Accilionis
• mwaxoBartolo da Sassoferrato
• mwax4Pietro Paolo Agabiti
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.sassoferrato.an.it.
• citerefsapere-itSassoferrato, su sapere.it, De Agostini.
• mwayuProtoflaminia: S. Lorenzino, S. Pietro e le Case Corbelline, su guanciarossa.it.